Cascate del'Acquacheta , Appennino Romagnolo - Podere Cerreta Bed and Breakfast

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Offerta Soggiorno Acquacheta a Podere Cerreta
Offerta Soggiorno Acquacheta Podere cerreta
Cascate dell'Acquacheta
 
Un itinerario suggestivo nel Parco Nazionale delle Foreste Casentini Parco del Casentino
 
Tra gli itinerari escursionistici più interessanti che si possono effettuare nel territorio del Parco Nazionale delle Foreste Casentini, Monte Falterona e Campigna, certamente vi sono quelli che raggiungono le scenografiche Cascate dell' Acquacheta.
 
 
Gli Itinerari
 
Si può scegliere tra 3 diversi itinerari, a seconda della propria preparazione fisica e  delle condizioni climatiche: bisogna infatti considerare che le strade ed i sentieri di crinale sono particolarmente esposti al sole e, malgrado l'altitudine, possono essere piuttosto caldi se percorsi nelle ore centrali delle giornate estive.
 
 
1. L'itinerario più semplice e più frequentato, parte dal paese di S. Benedetto in Alpe (495 m), che si raggiunge in auto da San Godenzo attraverso il Passo del Muraglione. Da qui parte il sentiero 407 che risale il torrente fino alle celebri cascate (720 m). La salita supera un dislivello limitato e si può compiere in 1,30 - 2 ore. Il ritorno avviene per lo stesso sentiero.
 
 
2. Una interessante alternativa, consigliabile soprattutto nella stagione più fresca, parte dal Passo del Muraglione (907 m) e segue il sentiero lungo il crinale principale (CAI 00) attraverso la Fiera dei Poggi e la Colla dei Lastri, fino alla Colla della Maestà. La Fiera dei Poggi è un altopiano dove si svolgeva un'antica fiera del bestiame tra i pastori transumanti e gli allevatori che popolavano queste montagne durante l'estate.
 
Si lascia poi il sentiero di crinale per prendere il 419 e, successivamente, scendere col 419A nella valle del fosso Acquacheta, che si segue col sentiero 411. Arriveremo quindi ai Romiti, un villaggio abbandonato che sorge in una suggestiva conca prativa fra i monti. Il percorso, in prevalente discesa, avrà richiesto circa 2 ore. Nel medioevo il villaggio era luogo di eremitaggio, dipendente dall'Abbazia di San Godenzo.
 
Dietro il villaggio ecco il salto della Cascata dell'Acquacheta, così descritta da Dante:
 
Come quel fiume c'ha proprio cammino
 
prima da monte Veso inver levante,
 
dalla sinistra costa d'apennino,
 
che si chiama Acquacheta suso, avante
 
che si divalli giù nel basso letto,
 
e a Forlì di quel nome è vacante,
 
rimbomba là sovra San Benedetto
 
dell'Alpe, per cadere ad una scesa
 
dove dovrìa per mille esser recetto;
 
Dante, Inferno, XVI, 94-105
 
Il ritorno sarà più faticoso, per la necessaria risalita si dovranno calcolare 2,30 - 3 ore. Una logica conclusione del percorso sarebbe anche il rientro verso San Benedetto in Alpe, ma bisognerà aver predisposto un mezzo di trasporto che ci riporti al Passo del Muraglione.
 
3. Chi vuole compiere una piccola impresa e si sente ben allenato può raggiungere le cascate partendo direttamente da San Godenzo (400 m) e raggiungere Colla della Maestà (1009 m) col sentiero 10, che parte dal primo tornante della strada statale del Muraglione e tocca il villaggio di Castagneto.
 
Si tratta di un percorso lungo che consigliamo di compiere nelle stagioni intermedie: sia il caldo che il vento freddo o la nebbia toglierebbero qualsiasi piacere alla gita. Nel caso ci si senta troppo stanchi per ripercorrere tutta la strada fatta all'andata, si può scendere a San Benedetto e chiamare un taxi o contare su qualche generoso viandante disposto a riportarci a San Godenzo.
 
La valle e la cascata di Dante
 
 
     
  • Tempo di percorrenza: 4 ore 30 minuti
  •  
  • Lunghezza: 4,5 km
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  • Dislivello: in salita 250 m
  •  
  • Periodo consigliato: da aprile a giugno, da      settembre a novembre
 
L'Acquacheta, diventa famosa per la spettacolare cascata citata da Dante, è una valle ricca di interesse per l'escursionista. Il Sentiero racconta frammenti di storia naturale: dall'origine delle rocce, alla formazione ed evoluzione della cascata, al torrente, alla vegetazione dominante. In questa valle gli aspetti del rilievo, i boschi, le acque suscitano un senso di grandiosità e immutabilità. In realtà percorrendo il sentiero e soffermandoci sulle emergenze scopriamo che si tratta di un'illusione. Le rocce che s'intravedono tra boschi e prati, le forme del territorio a volte strane e incomprensibili sono in grado di raccontare la storia degli eventi che hanno generato la valle.
La Valle è quindi in realtà un ambiente ricco di per se di storia naturale che merita di essere scoperto e in questo, l'opuscolo, vuole essere d'aiuto. Il sentiero parte da San Benedetto in Alpe e raggiunge la cascata dell'Acquacheta e la Piana dei Romiti, il ritorno è per lo stesso percorso dell'andata. Per facilitare l'interpretazione degli aspetti naturali del territorio sono collocati lungo il sentiero dei punti d'osservazione sviluppati nel presente testo.
 
Soste:
 
1.    Un bosco di ontani
 
2.    La diversità dei versanti
 
3.    Una formazione geologica romagnola "Doc"
 
4.    Arbusti: l'avanguardia del bosco
 
5.    La vegetazione submontana
 
6.    Il torrente
 
7.    La vegetazione montana
 
8.    La cascata dell'Acquacheta
 
9.    Uno strano fenomeno
 
10.  La Piana dei Romiti
Creato da Alessandro Contedini
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